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mercoledì 18 gennaio 2012

Comunicazione onesta

Pensate ad un mondo di gente davvero sincera. Un mondo dove un brand sia talmente trasparente da vendere solo i valori che gli appartengono; non un desiderio, un bisogno imposto, un sogno, un'aspirazione. Forse Windows direbbe davvero: "Per un po' funziono".
(Grazie Alessandro per la dritta)

mercoledì 20 luglio 2011

Il tempo delle mele

Beh, non siate stupiti: conoscete già la mia fissazione per Apple. Mi permetto dunque due piccole notizie sul gigante di Cupertino. Anzitutto, sto leggendo "Steve Jobs. L'uomo che ha inventato il futuro", di Jay Elliot e William L. Simon (Hoepli, 2011). Il signor Elliot, per chi non lo conoscesse, è stato per lungo tempo Senior Vice President di Apple: un uomo, quindi, molto vicino a Steve Jobs. Da una personalità tanto vicina al CEO di Apple, onestamente, mi aspettavo di meglio.
Il libro insiste, ogni poche righe, su un tono didattico/paternalistico che mi ricorda molto quei corsi di formazione per manager (o, peggio ancora, le lezioni di autostima in videocassetta, le riunioni della Just o certi rumors su Scientology).
Sembra, insomma, che il signor Elliot voglia a tutti i costi insegnarci il mestiere di manager, anziché raccontare davvero la vita di Steve Jobs. Poi, intendiamoci: tra una pagina e l'altra traspare molto dell'uomo Jobs: le sue manie, le sue fissazioni, le sue straordinarie idee, le sue capacità. Ma, ad essere onesti, resto dell'opinione che "Nella testa di Steve Jobs" di Leander Kahney sia un libro decisamente più interessante.


Storie di Apple, dunque. E quale miglior modo per ripercorrere la storia dell'azienda di Cupertino di questa bella infografica? Per inciso: il mio ingresso nell'universo Apple risale al primo mitico iMac del 1998 (quelli colorati, per capirci).

lunedì 9 maggio 2011

So you need a typeface?

Infografica e typography? È un po' come mettere la maionese nelle patatine fritte: una combinazione perfetta. Julian Hansen compone un interessante esperimento, cercando di guidare le scelte di lettering in merito a cinque progetti diversi: logo, invito, giornale, libro e infografica. Dal canto suo, invece, Andy Crofford stila una classifica dei font più usati nei tre diversi sistemi operativi Windows, MacOSX e Linux. L'unico carattere a vincere in tutte le tre categorie, sopresa, è Impact.

martedì 26 aprile 2011

Guerra virtuale

La simpatica guerra (reale o presunta che sia) tra Apple e Microsoft, lo sapete, è un tema che non manca certo in questo blog. Nell'infografica al link, qualcuno si è però preoccupato di confrontarne i rispettivi eserciti: chi usa Mac è vegetariano, preferisce la Vespa alla Harley (che invece è preferita dal 70% dei Pc-isti), è liberale (58% contro il 36% dei Pc) e adora i film indipendenti (addirittura 95%). Sarà una dura lotta.

lunedì 7 marzo 2011

In memory of IE6

I detrattori dell'alcool e del fumo li chiamano "droghe legalizzate". Bene: esiste un "virus legalizzato", insediatosi in molti pc senza difficoltà dieci anni fa e che ancora oggi, nonostante sia il browser più odiato del mondo, viene utilizzato dal 12% della popolazione globale. Non sto parlando di Windows (anche se…), ma di Internet Explorer 6.
Dello scandaloso browser Microsoft avevo già parlato qui e qui; ed è ben noto quanto sul web sia diffuso l'odio nei suoi confronti. IE6 ha dieci anni ("solo" dieci anni, direbbero a Redmond: ma si sa, per loro il tempo scorre diversamente rispetto a Cupertino), e alla casa madre hanno finalmente deciso che è l'ora di andare in pensione. Nasce quindi IE6 Countdown, sito Microsoft che invita a cambiare browser.
Il sito riporta delle interessanti statistiche: scopriamo quindi che in Cina IE6 è utilizzato addirittura dal 34.5% della popolazione. Seguono a ruota Corea del Sud (24.8%), India (12.3%), Taiwan e l'Arabia Saudita (10.7%), ma anche il Giappone (10.3%) ed il Vietnam (10%).L'Italia è lontana, con il 3.3%. La soluzione proposta da Microsoft, ovviamente, è IE9. Il pulsante in alto a destra, curiosamente, porta al sito dedicato al nuovo browser di casa Redmond. Volete sapere come si chiama? "Beautyoftheweb.com". Vabbé.

venerdì 3 settembre 2010

Comic Sans, again


Di Comic Sans avevo già parlato qualche post fa; e i più fedeli al blog ricorderanno, in passato, altre invettive al font più odiato – e purtroppo, più usato – nel mondo del "oggi-faccio-il-grafico-con-Word".
Se non volete più sussultare ogni volta che, gironzolando per il web, incappate in qualche dilettante che ancora si ostina ad usarlo per scrivere i suoi head, qui c'è un estensione per il nuovo Safari 5.0.1 che fa per voi: "Comic Sans Be Gone" sostituisce ogni referenza in Comic Sans con uno splendido Helvetica.
Si scarica a partire da qui.

lunedì 28 giugno 2010

I'm a designer

Ok: il logo della mela Apple è ormai un brand stabilito, alla pari degli stracitati Coca Cola e Nike, ad esempio. Fa bella vista sul case di tutti i nostri Mac, ma è anche vero che prescinde necessariamente dalla personalità del proprietario. Da qui l'idea di Stick with me baby!, che propongono una scelta enorme di stickers da incollare sulla mela dei nostri portatili. Il risultato: geniale.
Via: TheWebTuts.

giovedì 25 febbraio 2010

Doppio compleanno

Ieri, 24 febbraio, Steve Jobs compie 55 anni. Un bel messaggio è quello che ho trovato su Gizmodo (fate anche un giro nei vari link proposti nel testo, giusto per ripassare un po' la storia della Apple e della tecnologia).

Auguri al folle. All'impulsivo. Al ribelle. All'uomo di mercato. Al tipo fortunato con un fegato nuovo. Quello che vede le cose diversamente. Che non ama le regole e la cattiva tipografia. Che non ha rispetto per la mediocrità.
Potete adorarlo, essere in disaccordo con lui, citarlo, ignorarlo, glorificarlo o sputtanarlo. L'unica cosa che non potete fare è far finta di niente. Perchè questo ragazzo ha creato il mercato dei personal computer, ha inventato il primo computer commerciale con un'interfaccia grafica, è stato cacciato dalla sua stessa azienda per poi tornare e salvarla dalla fine, ha reinventato uno dei migliori sistemi operativi del pianeta, ha ripensato il music-player, preso a calci le compagnie discografie, ha fallito provando a reinventare la TV ma ha rifondato completamente il concetto di smartphone come lo conosciamo, ha avuto il cancro, ha rischiato di morire, si è ricoverato ed è tornato di nuovo sulla scena, provando ancora una volta a cambiare il mondo dei computer.
Lui inventa. A volte ha un caratteraccio, è vero. Ma è tornato, continua a creare e ad ispirare le persone. O, almeno, ispira me.
Buon cinquantacinquesimo compleanno, Steve.


E poi, ancora auguri. Oggi, 25 febbraio, compie gli anni un'altra persona: altrettanto matta, impulsiva e ribelle.
Non ama le coccole se non quando è lui a deciderlo. Acchiappa le mosche al volo, rizza il pelo contro l'aspirapolvere ma poi si sdraia lungo sul pavimento per farsi carezzare la pancia. Ha la cuccia con la copertina rosa e una tasca imbottita sul divano dove guardare la TV con noi, la sera. Si arrampica sull'armadio e a forza di tentativi apre i cassetti per prendere i rotolini di scotch colorati di Chiara e giocarci per tutta la casa. Balla girando in tondo sul cuscino di Spongebob, il suo preferito. Ama dormire sulla poltrona del mio studio. Si infila in tutti i sacchetti, le borse e le scatole che riesce a trovare. Quando siamo a tavola, si siede paziente in mezzo a noi annusando i profumi ed aspettando un pezzo di speck o un boccone di pesce sottobanco. Una volta è rimasto chiuso 3 ore nell'armadio delle scarpe. Mi aspetta alla finestra e, quando mi vede parcheggiare la macchina, comincia a miagolare finchè non apro la porta di casa.
Buon primo compleanno, Picio.

mercoledì 20 gennaio 2010

Nein! NEIN!

Ne parlano un po' tutte le riviste, di settore e non (per dire, l'ho sentito stamattina a RadioDue). L'Ufficio Federale Tedesco per la Sicurezza Informatica -il cui nome tedesco, letto al contrario, fa apparire Behemot in persona- sconsiglia ufficialmente ai suoi cittadini di usare Internet Explorer come browser. E la Francia, dal canto suo, si accoda al collega teutonico con un bollettino ufficiale di analisi.

La vulnerabilità è stata rilevata su IE6, 7 e 8 su Windows XP, Vista e 7, ed è stata alla fine confermata da Microsoft: la soluzione proposta dal colosso di Redmond (in attesa di una patch risolutiva, mi auguro) è stata di navigare con livello di sicurezza alto o direttamente in modalità protetta. Qualcuno, come Ars Technica, propone però un'analisi diversa. Microsoft sembra forzare l'opinione pubblica verso il concetto che la falla sia più grave con IE6 su Windows XP; e consigliando, naturalmente, un upgrade per il browser (IE8, a detta di Microsoft, è "il browser più sicuro del mondo") e per lo stesso sistema operativo. E attenzione: è la prima occasione in cui Microsoft consigli ufficialmente di abbandonare XP. Siamo davvero ad una svolta?

Comunque, voci di corridoio dicono che Steve Ballmer, dopo la notizia, abbia definitivamente rimosso wursterl e brie dalla sua dieta.

martedì 19 gennaio 2010

Son soddisfazioni


(dalle statistiche di accesso a questo blog... sì, beh, non che mi aspettassi percentuali diverse, eh)

martedì 10 novembre 2009

L'uomo, il mito

Dall'iPod ad iTunes e iTunes Store; dalla Pixar ai contratti con le case discografiche e cinematografiche; fino all'iPhone. La Apple di Steve Jobs ha riscritto le regole della tecnologia e della fruibilità, imponendosi come leader assoluto di mercato, di cultura e di tendenze persino in settori che, apparentemente, non gli competono: musica, cinema, telefonia mobile. L'azienda valeva 5 miliardi di dollari nel 2000, poco prima di lanciare iPod e iTunes; oggi il suo valore supera persino quello di Google, e si attesta a 170 miliardi.

Per questi motivi, Steve Jobs è stato nominato da Fortune CEO del decennio. Un lungo articolo ne ripercorre successi e flop, senza tralasciare i recenti sei mesi di assenza per malattia; scorrete l'interattiva timeline per qualche curiosità su Apple lungo gli ultimi dieci anni di storia, o guardate foto inedite come quella in testa al post, che ritrae Bill Gates e Steve Jobs durante un incontro a casa di quest'ultimo nel 1991.


Steve Jobs, al di là delle vecchie diatribe Windows-Mac, è sicuramente un uomo di rilievo nell'evoluzione della digital life mondiale. Maniaco della segretezza, visionario, appassionato, lunatico, prepotente, stacanovista, testardo: su di lui si sono sprecati complimenti e critiche, accuse e plausi. Se volete saperne di più sulla vita di Jobs, del suo entourage e della Apple, non posso non consigliarvi un libro splendido: Nella testa di Steve Jobs di Lander Kahney (Sperling & Kupfer, 2009).

mercoledì 21 ottobre 2009

Le novità attese (più una sorpresa)

I nuovi attesissimi iMac sono ricchi di novità, a partire dall'aspetto estetico: scocca interamente in alluminio e ancora più sottile della versione precedente, monitor 16:9 retroilluminato, risoluzione addirittura di 2560x1440 pixel nella versione 27".
Il vero potenziamento è avvenuto all'interno, con nuovi processori quad-Core a partire da 3,06GHz, schede grafiche più potenti, RAM standard a 4GB espandibile fino a 16GB. In merito alle porte, una novità di quelle che ti fanno dire "Potevano pensarci prima", ovvero l'inserimento di una porta SD integrata ideale per leggere le schede SD di memoria di molte macchine fotografiche digitali. Si aggiunge una porta USB per un totale di 4 (anche questa cosa può far solo piacere) e sparisce la FireWire 400 a favore della 800.

Non risolti, invece, i parziali problemi di riflessione dello schermo glossy in particolare condizioni di luce. E, leggerissima cazzata, di default viene fornita la tastiera wireless Apple che, per intenderci, è quella ridotta e senza tastierino numerico. Per chi non è abituato, può essere difficile da utilizzare.

La seconda grande novità è una sorpresa: il Magic Mouse. Chi ama i concetti di design e il ben noto "less is more" resterà estasiato. Il Magic Mouse è, in sostanza, un'unica superficie tondeggiante: spariscono i pulsanti, sparisce la rotella centrale. Il Magic Mouse, di fatto, trasporta su tutta la linea Mac le gestures tipiche del multitouch pad dei portatili, creando un punto di contatto tra le due grandi realtà hardware Apple proprio dove doveva essere: nell'esperienza dell'utente.
Col nuovo mouse, che è esclusivamente bluetooth, si possono scorrere pagine, saltare avanti e indietro nel browser, attivare menù contestuali. Tutto in multitouch, utilizzando cioè più dita contemporaneamente. Unico difetto: cosa gli costava integrare anche riduzione e ingrandimento immagini? È di serie col nuovo iMac, come opzionale invece costa 69,00 euro all'Apple Store.

Tra le altre novità, non meno importanti:
- affinati prezzi e prestazioni di Airport Extreme, Time Capsule;
- il telecomando Remote ora è in alluminio e controlla anche iPhone e iPod Touch;
- MacMini aggiornati nella dotazione hardware con processori più potenti e, finalmente, viene introdotta una versione server senza lettore ottico ma con due dischi per un totale di 1TB;
- anche il buon vecchio MacBook bianco da 13", che scende a 899 euro con processore da 2,26GHz e maggiore autonomia della batteria, è stato ridisegnato quasi interamente con case unibody, multitouch pad e nuovo schermo widescreen.
- ah, ma poi Windows 7 è uscito o no?

giovedì 17 settembre 2009

Advertise different

Grazie a Walter trovo questa imperdibile raccolta di pubblicità Apple (sia video che paper) dagli anni '70 ad oggi. Rivedere Apple II e i primi iMac, Henry Ford e Muhammad Ali, fa davvero tornare indietro nel tempo, all'era d'oro dell'innovazione tecnologica.
Mi strappano un mezzo sorriso i lupetti a collo alto e le pettinature improbabili dei modelli (o anche lo storico flop di Apple Newton); e anche una lacrimuccia a pensare ai tempi in cui proporre "a home computer" era come immaginare, oggi, un'automobile volante.

Nel 1984 lo slogan era "Why every kid should have an Apple after school". Che se lo proponi adesso per vendere un computer ti ridono dietro. Un po' come "What can you do with 240 MHz?" (del 1997, praticamente l'altroieri). Oggi, con 240 MHz ci faccio andare a malapena il frullatore.

giovedì 27 agosto 2009

Winzoz strikes again

Di solito uno torna dalle vacanze rilassato. Non è il mio caso, forse perchè dopotutto non ho fatto vacanze, e mi sono abbronzato come sempre con le onde elettromagnetiche del mio monitor. Quindi son pronto ad accogliere l'appello di Free Software Foundation contro i sette peccati capitali di Windows 7.

FSF accusa Microsoft di stare per diffondere un sistema operativo pesantemente lacunoso, pericoloso e restrittivo nei confronti della libertà dell'utente. Microsoft si propone come unico sistema operativo possibile, avvelenando la corretta percezione fin da giovani (sono ben noti gli intrallazzi indiretti di Microsoft con le lobby del settore scolastico/educativo) ed incatenando l'utente ad un sistema chiuso e restrittivo nei confronti di formati non proprietari (un esempio su tutti: i formati documento del pacchetto Office) e DRM.
Non mancano accuse sull'invasione della privacy e sul monopolio storico e forzato di Microsoft in termini di diffusione del suo sistema operativo (l'accusa di FSF è semplice: in accordo con i produttori di hardware, le specifiche tecniche per far girare Windows Vista prima e 7 poi sono altissime: forzatamente, gli utenti saranno costretti ad acquistare nuovi computer).

La sensazione, a detta degli autori, è che Windows 7 sia una versione appena ripulita di Vista. Un Vista 2.0, se vogliamo, un tentativo di disperato recupero dopo aver pestato una merda grossa come una casa - ed averlo pure ammesso pubblicamente.

Steve, fammi un riassunto

Riassumiamo per sommi capi un po' di novità da Cupertino (lo faccio per voi tanto quanto per me, che sono rimasto un po' indietro).
- Steve Jobs torna al lavoro, e rumors dicono stia progettando una Apple Tablet;
- è uscito Snow Leopard (10.6), in consegna da domani al costo di 29 euro per chi ha già Leopard installato. Tra le novità principali: tecnologia a 64 bit, più sicurezza contro malware e spyware (integrato un sistema di avviso in caso di interazioni sospette), maggiore ottimizzazione nella gestione del multicore Intel (e conseguentemente più velocità in tutte le operazioni), Finder e Spotlight rinnovati e più veloci, Quicktime X (con nuove funzionalità di acquisizione e condivisione video);
- Adobe aggiorna solo la CS4 per il funzionamento con Snow Leopard, quindi all'occhio se avete CS3 e aggiornate il sistema; se siete curiosi riguardo compatibilità con Snow Leopard, date un'occhiata qui (grazie Antonio per la dritta);
- un po' tutti mollano i processori PPC: anche Adobe smette di supportare i sistemi non-Intel riguardo i suoi software;
- esplodono alcuni iPod in giro per il mondo, Apple li chiama "incidenti isolati" e studia il problema;
- intanto iTunes arriva a coprire il 69% delle vendite di musica digitale negli USA, e il 25% del totale (il cd fisico regge ancora tantissimo, al 65%).

mercoledì 22 luglio 2009

Se a qualcuno succedesse la stessa cosa

Maggio 2008: acquisto un nuovo iMac e la relativa AppleCare per estendere la garanzia da uno a tre anni.
Maggio 2009: poco prima della scadenza dell'anno regolare di garanzia, penso bene di attivare l'estensione AppleCare. Ma ho perso la scatola originale acquistata un anno prima, vuoi per coglionaggine, vuoi per il trasloco nella nuova casa. 182 euro (al tempo) buttati nel cesso, e niente garanzia. Amen.

Ieri, con un colpo di fortuna inaspettato, ritrovo la confezione di AppleCare nel classico posto dove non avrei mai guardato. Solo che, ormai, sono trascorsi più di due mesi dalla fine della scadenza. Giusto per fare un tentativo, telefono al Servizio Clienti Apple e gli racconto la mia storia.

Incredibile: basta inviare via mail serial del Mac, registration number di AppleCare e la prova che AppleCare è stata acquistata nello stesso anno del computer a cui è indirizzata. Nel mio caso, è bastata la fattura dove figuravano entrambe acquistate lo stesso giorno. Niente di più facile: dopo 24 ore, l'estensione AppleCare è attivata.

CORREGGO: di ore non ce ne sono volute 24, come comunicatomi al telefono. Ne sono bastate 5.

lunedì 6 luglio 2009

Stay hungry, stay foolish

"Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale per il vostro lavoro come per i vostri affetti.

Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore man mano che gli anni passano.
[...]
Il vostro tempo è limitato, per cui non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo, loro sanno che cosa volete realmente diventare.
[...]
Siate affamati. Siate folli.
Lo auguro a tutti voi: siate affamati, siate folli."

(dal discorso di Steve Jobs all'Università di Stanford in occasione della Cerimonia di Laurea, 12 giugno 2005)


Bentornato, Steve.
(Grazie a Graficare)

venerdì 26 giugno 2009

Icontalking

Mike Giepert dev'essere: 1) uno con delle idee folli; 2) uno con un sacco di tempo libero; 3) un fissato Apple. Oppure, 4) tutte e tre le cose insieme. In ogni caso, un plauso all'idea di far "parlare" le icone del dock. Sul suo sito ce ne sono molte di più, disponibili anche come wallpaper in free download.

venerdì 5 giugno 2009

Un Natal tutto nuovo


Mi duole un po' parlar bene di Microsoft, ma stavolta se lo meritano proprio.
XBox vende moltissimo e, di fatto, è una console con i controfiocchi per grafica e giocabilità: a cui però manca da sempre la componente ludico-popolare della Nintendo Wii, la cui arma vincente è stata, inutile dirlo, la rivisitazione del concetto stesso di controller attraverso il Wii Remote. L'accelerometro e il sensore di posizionamento della console Nintendo riescono a compensare egregiamente la scarsa qualità grafica e la minor presenza di titoli davvero interessanti.

Ma, forse, siamo arrivati ad una svolta epocale nel mondo delle periferiche di controllo, pari forse solo alla nascita del mouse e del touch-screen. Lo scorso 2 giugno, Microsoft ha presentato Project Natal: un progetto molto ambizioso, che riconosce non solo i movimenti in tempo reale (anche in termini di profondità, oltre che destra-sinistra-alto-basso), ma anche voce, volti e gesti. Il sistema integra una camera RGB, un sensore di profondità, un microfono multi-array e un processore in grado di rispondere ai comandi gestuali e vocali come ai cambi di direzione, senza l'ausilio di alcun controller. Guardate il video in testa al post: spiega più di mille parole.

Lo slogan del progetto parla chiaro: The only experience you need is life experience, a garanzia di una curva di apprendimento brevissimo anche per un neofita. Con Natal si potrà respingere una palla semplicemente calciandola, sollevare oggetti allungando le mani, rispondere alle domande di un quiz, chiamare a voce uno schema in una partita di basket, guidare e cambiare le marce semplicemente mimando i gesti di fronte allo schermo. Aggiungete la possibilità delle videotelefonate, il videoriconoscimento facciale, la personalizzazione automatica degli avatar in base al proprio aspetto reale e dimenticate l'idea stessa di una periferica da dover tenere in mano: avrete un'idea delle enormi potenzialità di Natal.

Lo stesso Steven Spielberg, presente nel pubblico, si è dimostrato entusiasta del progetto, che potrebbe portare enormi novità - e non solo nel settore videoludico. Trovate qui il video full screen, e qui altre informazioni.

lunedì 27 aprile 2009

Passami il Finder che mi appoggio.

Senza parole. Sono in vendita a 20 dollari l'uno. Io li compro.