venerdì 14 gennaio 2011

Sorgenti di polemiche

Sarà capitato a tutti i designer che hanno un po' di anni di lavoro alle spalle: arriva sempre un momento, nella propria vita professionale, in cui un cliente chiede che gli vengano ceduti i cosiddetti "file sorgente". Con file sorgente, si intende di solito il file originale che abbiamo utilizzato per creare di fatto il progetto: sono file sorgenti, quindi, i file di InDesign per un catalogo, ad esempio; o i .psd a livelli di Photoshop, i .fla di Flash, i .raw per i nostri scatti fotografici. Non lo sono i .pdf pronti per la stampa che forniamo al cliente alla fine del lavoro.

Molto spesso, tenetelo a mente, il cliente non li chiede per farne quadretti da incorniciare: gli servono per metterci le mani, modificare, cambiare, aggiornare. Ed evidentemente, non vuole farlo fare a noi (piccola parentesi: se la colpa è vostra perchè avete gestito male il cliente, beh, approfittatene per fare un esamino di coscienza). Il più delle volte, il figlio del cugino del titolare si è proposto di aggiornare il catalogo in cambio di quattro soldi e un pranzo da McDonald's.

La mia risposta in questi casi è sempre la medesima: non fornisco MAI i file sorgente. Punto.

I file sorgente contengono gran parte del know-how e del modo di lavorare del professionista. Know-how che può essere facilmente assimilato e replicato da altri senza il consenso dell'autore e senza il giusto ritorno economico che dovrebbe derivarne. Quando un cliente commissiona un lavoro, il materiale richiesto corrisponde al risultato finale (per esempio, un esecutivo di stampa pdf) e non al sorgente. Quindi il file sorgente non deve essere consegnato se non esplicitamente previsto dal contratto.

È bene ricordare che i sorgenti, sia perché contengono il nostro know-how sia per i diritti economici perduti con la cessione, possono essere eventualmente quantificati e di fatto acquistati dal cliente, separatamente al file definitivo già consegnato. C'è chi quantifica il costo (l'ho trovato in rete, beninteso, non è certo la legge) del sorgente in 10 volte tanto il costo della progettazione: se chiedo 1000 euro per realizzare una brochure, il file sorgente in InDesign ne costerà 10.000. Discutibile, ma serve per darvi un'idea.

I file sorgente sono di fatto coperti da diritto di paternità (Legge 633 del 22 Aprile 1941, e successive integrazioni, tra cui le due normative europee 96/9 e 91/250), anche in considerazione del fatto che i software di gestione dei suddetti file e dei relativi font utilizzati sono di proprietà del creativo stesso. Il designer in questo senso è tenuto alla sola consegna dei file esecutivi di stampa in formato pdf ad alta risoluzione realizzati in collaborazione con il cliente e da lui approvati, come prodotto finito e pronto per la stampa; la parte di ideazione, il processo di realizzazione, i singoli elementi della composizione e gli strumenti software utilizzati per assemblare il lavoro non sono in alcun modo cedibili.

Peraltro, le stesse leggi citate tutelano la firma dell'autore su un'opera, che non può essere soppressa senza l'approvazione dell'autore. Restano quindi riservati all'autore i diritti per eventuali utilizzazioni dell'originale diverse da quelle commissionate. In questo senso, anche ammettendo l'eventuale fornitura dei file sorgente, il cliente non sarebbe comunque autorizzato ad elaborarlo, modificarlo o aggiornarlo senza il nostro consenso.

Se mi permettete il paragone: sarebbe come pretendere che, pagando il conto al ristorante, il cuoco sia tenuto a fornirci pentole, padelle, ingredienti e finanche la ricetta utilizzata per la realizzazione del piatto che abbiamo mangiato. È questione, insomma, di deontologia personale: sappiate che, comportandovi così, con ogni probabilità perderete un cliente (ma se vi chiede i sorgente, chissà, evidentemente ha già qualcun altro a cui rivolgersi) ma ne guadagnerete in rispetto, onore e correttezza professionale.

Mi permetto un consiglio in merito a tutta la vicenda: scrivete due righe, al momento del preventivo. Specificate che il vostro lavoro prevede la fornitura di un file pdf adatto alla stampa e correttamente profilato, ma NON del file sorgente con il quale l'avete prodotto. Vendiamo soluzioni grafiche, non svendiamo il nostro know-how.

12 commenti:

Claudio Cerri ha detto...

D'accordo con te su tutto quello che hai scritto.

Alessandro Bigardi ha detto...

D'accordissimo! E ottimo il consiglio di aggiungere due righe sul preventivo per specificare che non si cedono i sorgenti.
Tempo fa per un progetto web il mio capo (direttore marketing) ha voluto a tutti i costi acquistare i sorgenti flash di un lavoro che avevamo commissionato ad una web agency. Su un lavoro da 50 mila euro siamo andati a pagarne 10 mila di sorgenti. Da tenere nel cassetto "perché non si sa mai". In realtà temeva che la web agency un giorno fallisse e non sarebbe stata in grado, eventualmente, di modificare il proprio lavoro.
Mossa stupida direi, oltre che inutilmente costosa.

Lucio Benfante ha detto...

Fermo restando che i sorgenti, se non già previsto dal contratto originale, sono ovviamente oggetto di contrattazione economica, e ovviamente tipicamente valgono di più del prodotto finito ottenuto da essi, mi sembra esagerato affermare che contengono il tuo know-how. Il tuo know-how è dentro la tua testa e nelle tue capacità.

Io mi occupo di sviluppo software e non di design, ma il "problema" è presente anche nel mio campo. Tipicamente (salvo implicazioni economiche evidenti) io non mi preoccupo molto se i miei sorgenti finiscono in mano ad altri, perché, se effettivamente il sorgente ha valore, cioè non è qualcosa di banale e alla portata di tutti, il costo dell'acquisizione dell'know-how per utilizzare tali sorgenti è decisamente superiore al costo dei sorgenti stessi, o al costo della mia prestazione.

Se invece i sorgenti non valgono (la banalità di cui si diceva sopra), allora sto solo impedendo al mio cliente di manutenere qualcosa per cui lui ha già pagato. Niente di male, ci si deve guadagnare la pagnotta, ma il motivo non è la difesa del proprio know-how.

Riprendendo la tua metafora culinaria. E' vero, normalmente non chiedo al cuoco la ricetta, ingredienti, attrezzi, ecc.. per riprodurre la ricetta. Ma un cuoco bravo, sa che anche con tutti i "sorgenti" non sarei in grado di riprodurre il suo piatto, se non con innumerevoli sforzi e anni di esperienza (cioè a meno di non avere già il suo know-how).

Fabio ha detto...

Assolutamente d'accordo e guai se fosse altrimenti!! Purtroppo però siamo in troppo pochi a combattere (è una vera e propria guerra) per difendere il valore "intellettuale" del nostro lavoro!!
La parte intellettuale risiede in un file sorgente come nella creatività di un progetto grafico, in un progetto architettonico come in un'analisi di mercato, nello sviluppo di una metodologia come nell'identificazione di una strategia di marketing...
La realtà è che il mercato ormai riconosce solo il valore del tangibile a discapito della professionalità e del know-how quindi della qualità.
Non stupiamoci quindi se la grafica è ormai una professione "venduta" in edicola...
Grazie

Alessandro Bigardi ha detto...

Lucio, nel web in realtà è ancora peggio. Con il sorgente tu sei stato pagato per realizzare 1 sito. Il tuo cliente (o chiunque entri in possesso dei file) ne può fare infiniti.

Lucio Benfante ha detto...

Alessandro, io faccio principalmente sviluppo per applicazioni Web. Qual è il valore nel rifare n siti uguali? Quale cliente vuole un sito identico a quello di un altro? La singola realizzazione non è importante, sono le personalizzazioni, estensioni, miglioramenti, innovazioni, che non dipendono dalla disponibilità del sorgente, ma dalla capacità degli sviluppatori.

Se un mio cliente, solo perché è in possesso del sorgente di una mia realizzazione per lui, è in grado sostituirsi a me, per me significa solo che il mio lavoro non avrebbe molto valore per i suoi clienti. Quindi perché dovrei preoccuparmene?

Se poi il mio lavoro è prendo qualcosa di già fatto (da me o da altri), e lo aggiusto qua e là....vabbé io cambierei lavoro, non è quello che mi interessa.

Sostanzialmente: se il mio valore risiede solamente nel possesso e difesa dei miei sorgenti, non c'è verso che io possa lavorare a lungo, dato che qualunque cosa è copiabile ed eventualmente migliorabile, indipendentemente dalla disponibilità o meno dei sorgenti.

OniceDesign ha detto...

Lucio, sai bene che sono un profondo sostenitore della circolazione delle informazioni, delle nozioni, delle capacità, delle skills acquisite e così via: non sarei qui a scrivere, altrimenti, o a regalare Gutenberg's World.

Tuttavia, il limite esiste.
Per me, consegnare un file InDesign con le relative immagini e font è regalare la mia creatività: non tanto perchè il cliente è in grado di modificare da solo il lavoro (non conosco molti "profani" in grado di muoversi facilmente con InDesign), ma perchè lo possono fare altri designer.

Non trovo giusto che un professionista (o un presunto tale) metta mani sul mio lavoro con la possibilità di smontarlo pezzo per pezzo, di riarrangiarlo e modificarlo, di aggiornare dati e cambiare testi, per poi vendere al cliente il lavoro.
Io non sarei in grado di utilizzare un file sorgente altrui: sono un creativo, non un esecutivo. Ma non neghiamolo: di gente così è pieno il mondo.

Tuttavia, il mio know-how c'è su ogni file jpeg che ho caricato su Behance o sui pdf che passo al cliente: un designer (di dubbia professionalità, beninteso) che volesse copiare il mio lavoro spudoratamente potrebbe farlo. Dovrebbe fare una certa fatica nel ricostruire il lavoro, certo, ma chiunque è comunque in grado di copiare il mio lavoro, oggi come oggi.

La scorrettezza sarebbe non tanto rendergli la vita facile, ma concedergli oltre all'idea anche il contatto col cliente, i font, l'accesso agli Stili Oggetto e alle Pagine Mastro impostate, e così via.

CyberLuke ha detto...

Il valore intellettuale del nostro lavoro, come sottolinea Fabio, è forse il vero punto focale.
Al pari di Lucio, credo che solo una parte del nostro know-how sia contenuto nel nostro lavoro, file sorgente o meno che sia.
Più di una volta mi è capitato di aprire sorgenti Quark XPress, Photoshop o Illustrator di altri, ben più esperti di me, e di non averci capito quasi nulla.
Mi ci sono incaponito un po', qualcosa ho cavato fuori dal buco, ma parecchio altro (il know-how?) è rimasto là dentro, frammentato in millemila livelli, forme, maschere, tracciati, stili.
Se poi, c'è qualcuno in grado di replicare la mia roba e magari migliorarla pure, buon per lui. Ma mi sa che non sono in tanti.
Tornando al valore intellettuale, si rischiano di riaprire i soliti, vecchi discorsi, sintetizzabili in: il mio falegname con trentamila lire lo fa meglio, e mi sa che non è la sede.
Ad ogni modo, sono con te.

Alberto Grezzani ha detto...

Molto interessante e mi trovo d'accordo con quanto espresso nell'articolo.

Anonimo ha detto...

Tutto sacrosanto ma oggi i pdf per la stampa si aprono tranquillamente con i sw sorgente o mi sbaglio? o conoscete il metodo per criptarli?

OniceDesign ha detto...

Hai ragione, ma ci sono delle complicazioni:
- non collegando le immagini ma incorporandole, l'eventuale elaborazione è più complicata (copia-incolla su Photoshop, non a piena risoluzione, ecc...);
- i font in Acrobat sono caricabili e visibili quali che siano, ma se non si possiede effettivamente il font, aprendolo con Illustrator (ad esempio) salteranno i font;
- ancora sui font, se si decide di trasformarli in tracciato, la cosa sarebbe ancora più complicata...

In ogni caso, si può anche pensare di criptare il pdf.
In Acrobat Pro (non Reader) basta andare su Proprietà (Cmd-D) / Impostazioni Password e, in basso, dare una password per impedire le modifiche ma garantire, ad esempio, la stampa.

Anonimo ha detto...

Ottimo post, molto esaustivo. Vorrei farlo leggere alla dirigenza, che vorrebbe sorgenti gratis (!!) di un vecchio lavoro. Ovviamente hanno affidato a me l'onere di richiedere tali file... onere che mi imbarazza a dir poco perchè so quanto ci sia dietro a quello che la gente "comune" vede come un semplice file. Spero vivamente di ricevere un vaffa in risposta dal grafico...