martedì 23 febbraio 2010

The Extremes of Good and Evil

Dai, alzi le mani chi non ha mai usato almeno una volta nella vita il celeberrimo Lorem Ipsum. Lo riporto per dovere di cronaca in una delle numerose versioni esistenti:

"Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisici elit, sed eiusmod tempor incidunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquid ex ea commodi consequat. Quis aute iure reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint obcaecat cupiditat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum."

Il testo sembra latino, ma di fatto non vuol dire pressoché un cazzo, a causa di molte parole storpiate e inesistenti. Viene usato in tipografia come testo segnaposto sin dal lontano 1500, ma nessuno si è mai domandato ufficialmente da dove provenisse fino agli anni '60. Richard McClintock, professore in Virginia, scoprì quasi per caso (stava in effetti inseguendo le origini della parola "consectetur", che appare anche nel testo) che il testo è in parte presente nel "De finibus bonorum et malorum" di Cicerone (45 a.C.).

È altrettanto interessante scoprire che non tutti lo apprezzano come sostituto di copy ancora non realizzati. C'è persino chi sostiene che l'utilizzo del lorem ipsum, di fatto, uccida il nostro design. La motivazione principale è che "content is king": il contenuto del design è fondamentale, e sostituirlo con Lorem Ipsum lo degrada di fatto ad un qualunque elemento visivo.

Molti consigliano di invertire questa tendenza. Di lavorare sul progetto, cioè, solo con il testo (quasi) definitivo tra le mani, chiarendo questo passaggio con il cliente sin da subito. Usare lorem ipsum, insomma, rallenta il lavoro del copy costringendolo a scrivere stronzate per riempire gli spazi stabiliti; impedisce la lucidità del cliente che può permettersi di decidere con precisione la strategia solo in un secondo momento; e complica a noi designer la realizzazione del lavoro, senza una direzione chiara sin da subito.

Credo che un giusto compromesso tra l'irrealtà di quanto propone Design Informer e l'utilizzo sfrenato di lorem ipsum stia, come sempre, nel mezzo: almeno per ciò che riguarda head e titoli principali, non sarebbe male forzare il cliente a produrre quanto prima un testo di massima. Per quanto riguarda i body, si sa che sono dettagliati e passibili di continue modifiche, ma ciò non toglie che un cliente consapevole da subito della direzione da prendere sia il migliore cliente possibile.

Ciò non vi impedirà di sentirvi chiedere: "Ma quel testo che vedo è finto, vero? Cioè... non significa niente, vero?"; e so anche di designer accusati di satanismo perchè a qualche cliente col cervello bacato, "Lorem ipsum dolor si amet" suonava come una antica maledizione.

Personalmente, ho da tempo rinunciato al lorem ipsum. Vado a pescare post a caso da qualche blog in lingua inglese, e uso quelli :)

5 commenti:

CyberLuke ha detto...

"lavorare sul progetto, cioè, solo con il testo (quasi) definitivo tra le mani"? :D
Magari!...
Hai idea di quante volte ho dovuto supplicare per avere un testo definitivo prima di impaginare (e poi cambiare) testi che tutto erano tranne che definitivi?
Cambiamenti dell'ultimora.
Cambiamenti in ciano.
Cambiamenti persino a prodotto stampato.
Ho sempre usato generatori di falso testo, ad ogni modo... fin da XPress 3.3, c'era quella fantastica extension "Jabberwocky" che oggi è diventata una dotazione standard.
Quanto al copia-e-incollare parti di testo catturate da blog stranieri, attento all'argomento di cui si parla... ;)

OniceDesign ha detto...

Eh sì, sai che meraviglia incollarci un bel post sulla pornografia nella Germania nazista :)

Quanto alla probabilità di avere i testi definitivi (o quasi) già a inizio progetto... buonanotte! Non succede quasi mai.
D'altra parte, credo che la consapevolezza da parte del cliente sulla strategia da intraprendere, quella sì, sia più che auspicabile.

MacMomo ha detto...

Secondo me non hatto tutti i torti a dire che il contenuto è parte integrante del design.
Una bella grafica con testi mediocri magari farà colpo a prima vista, ma poi è quello che c'è scritto che conta.
E anche graficamente, secondo me, l'uso del lorem ipsum può essere d'aiuto in una primissima fase, ma non oltre.
Come paragone mi vengono ad esempio in mente i tanti template che si trovano su inDesign o Illustrator.
A vederli così, con i testi finti, non sembrano male, ma puoi star sicuro che se dovessi inserirci i tuoi contenuti la grafica perderebbe completamente, perché alcuni testi sarebbero troppo lunghi, altri troppo corti e ne avresti di più o di meno rispetto agli spazi.
Lo stesso succede con i clienti (e i lavori) veri.
Prepari una bella grafica, spesso anche con i testi veri, poi arrivano quelli definitivi e la devi stravolgere completamente per adattarla ai nuovi contenuti.

stefano mondini ha detto...

tendenzialmente d'accordo con te.
però dipende molto da cosa stai facendo: se stai impaginando l'orario di un aeroporto non ti serve praticamente a nulla, per una brochure è rischioso, ma se impagini un libro... non ce nulla di meglio.

ne parlai anch'io su graficare: ti consiglio questo post - http://www.graficare.org/2009/i-designer-salvano-la-costituzione-italiana/: propone di utilizzare la Costituzione Italiana al posto del finto testo. Almeno si può dare l'occasione a qualche cliente di rinfrescarsi la memoria :-)

Dama Arwen ha detto...

Beh, questa famosa via di mezzo è la cosa giusta, secondo me.
Se il cliente riesce a dare almeno un'indicazione vaga (quel testo sarà lungo, quello corto, quell'altro brevisismo) si può utilizzare il Lorem Ipsum, o qualsiasi altro finto testo, ottenendo un risultato che forse no nsi discosterà troppo dal reale.
Ma, come dice cyber, avere un testo anche soltatnto semidefinitivo da un cliente in tempi decenti è IMPOSSIBILE!