venerdì 22 aprile 2011

Giornali a richiesta


Non so voi, ma a me piace impaginare. Giuro, è una cosa che mi fa impazzire: più del fotoritocco, più della grafica vettoriale, il cosiddetto "editorial design" è una delle mie attività preferite. Tuttavia, spesso le idee che ho in testa si bloccano di fronte a budget, magazzino, clienti, copie, vendita, distribuzione. Una storia simile è toccata ad Andrew Losowky che, bloccato a Dublino per colpa dell'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull (il cui nome letto al contrario evoca una spaventosa creatura infernale), pensa bene di progettare un nuovo giornale. Racconta così la sua storia, sul numero 2 di What's Next, la rivista promossa da Sappi di cui avevamo già parlato.

"Se avessi voluto progettare un giornale due anni fa, mi sarei dovuto domandare: come e dove lo stampo? Quante copie devo chiedere? Quanto mi costa? Come distribuisco le copie? Oggi, invece, posso evitare di preoccuparmi, perché esistono iniziative come MagCloud, un servizio digitale di stampa on-demand promosso da HP, che pensa a tutto".

MagCloud è stato lanciato nel Febbraio 2009, e funziona come una qualunque tipografia specializzata in magazine: basta caricare (senza alcun costo) un pdf col proprio magazine in MagCloud. Gli interessati acquistano le copie del giornale attraverso il sito, e HP le stampa in outsourcing presso le tipografie consorziate che hanno acquistato un sistema di stampa digitale HP Indigo. La tipografia viene scelta in base alla vicinanza con l'indirizzo di chi ha acquistato la copia. La singola copia viene quindi stampata, confezionata e spedita: non c'è inventario, non c'è magazzino, non c'è una quantità minima, e i costi di stampa sono inclusi nel prezzo. Il servizio ha dei limiti: solo formato A4 e massimo 380 pagine, e si può scegliere solo un tipo di carta. Tuttavia, c'è abbastanza flessibilità per soddisfare chi non vuole sobbarcarsi costi enormi di magazzino, stoccaggio e spedizione. Andrew Ballard, direttore dei new business presso HP, conferma che una buona fetta della produzione di MagCloud arriva da ragazzi sotto i 25 anni: "Si pensa che la stampa non sia più negli interessi dei giovani di oggi – ci dice – e invece, credo, il problema è solo fornirgli i giusti strumenti per poterla usare".

Ho fatto un giro su MagCloud, e devo dire che l'offerta è spaventosa. I giornali sono tantissimi, e a prezzi abbordabilissimi (a grandi linee tra i 3 e i 40 dollari per una copia, a seconda della quantità di pagine e il giornale – e si può anche avere una versione digitale più economica). MagCloud si occupa persino di inviare al creatore una prova di stampa prima di pubblicare il giornale. Il servizio si tiene 20 centesimi a pagina tutto compreso: e chi ha creato il giornale può, a suo rischio e pericolo, aggiungere un personale margine di guadagno che MagCloud provvederà a pagargli per ogni copia venduta. Non so voi, ma a me questa cosa piace un sacco.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma porca miseria! Com'è che questo servizio mi è sfuggito?!?!?!
Ora mi fiondo subito sul sito per vedere com'è, dal tuo post mi sembra veramente un gran bel servizio!

Laura ha detto...

Sembra fantascienza! Quasi quasi metto in produzione la rivista di gossip paesano a cui penso da anni. Il problema è che al mio paese difficilmente qualcuno compra riviste on line (penso!).

Sono contenta di aver trovato un altro grafico a cui piace impaginare: di solito quando lo dico mi prendono per matta! e invece a me rilassa proprio un sacco.

Approfitto per dirti che ero una fan dell'uomo in cucina e aspetto con ansia il suo ritorno.

Buon lavoro, a presto!

CyberLuke ha detto...

Anch'io mi rilasso parecchio ad impaginare.
Se mi lasciate Quark Xpress, ovvio (il 7.5, altrettanto ovvio) e non quell'elefante di InDesign.

Questo MagCloud mi sembra una gran cosa.
Una specie di uovo di Colombo.
Frugando tra la loro offerta, però, noto che i prezzi per copia restano piuttosto alti: a caso, Wise, per 32 pagine, mi costa 18 dollari e quaranta. Golf Week quasi venti dollari per 84 pagine. Un po' meno altri titoli, ma non sono cifre basse.

Le versioni digitali sono parecchio più abbordabili, ma restano dei pdf... Wired costa di più, ma offre un'interattività più spinta.

Devo rifletterci.

Matteo ha detto...

È sicuramente il futuro. Chi ora intraprende questa strada è un pioniere, ma alle velocità odierne, nel giro di 3-4 anni, diventerà quasi di certo un'opzione molto comune e forse in 10 uno standard consolidato. Si abbasseranno i prezzi con la concorrenza e aumenteranno le possibilità di tipologie di stampa. A mio avviso la carta non morirà mai, ha molte caratteristiche irrinunciabili. Quando il tutto sarà sufficientemente economico, ecco pronta la print-on-demand :)