giovedì 3 luglio 2008

Life on Gutenberg (1): i segni di taglio

Forse tutti sanno che.
Il mondo della stampa è il proverbiale "lato oscuro" del nostro mestiere. Ci sono creativi assolutamente ignoranti di stampa, e tipografi che non sanno accendere un computer: personalmente, non sopporto entrambi. È importante per un creativo conoscere tecniche, supporti e possibilità della stampa; così come è importante per il tipografo essere elastico e aggiornato per venire incontro alle richieste del grafico, anzichè costringerlo a modificare il proprio lavoro solo perchè richiede attenzioni particolari.

Esistono una serie di terminologie approssimative legate al mondo della stampa che sono note a tutti, vuoi per sentito dire, vuoi per i propri studi, vuoi perchè è una specie di mantra del nostro mestiere da ripetere di continuo: "segni di taglio", "risoluzione", "quadricromia". Ma nel dettaglio, capita spesso di vedere lavori preparati, concedetemi il francesismo, col culo: niente abbondanze, segni di taglio inesistenti, indicazioni approssimative, immagini scaricate da Internet (al motto di "ma io a monitor le vedevo bene!"). Se è vero che nessun creativo può essere creativo e basta, mi sento in dovere di inaugurare qui una serie di post sulla stampa: senza approfondire troppo, proverò a stilare un elenco di piccoli consigli e attenzioni da avere prima di mandare in stampa un progetto.


Livin' on the edge.
Un lavoro in stampa non deve contenere soltanto ciò che apparirà sul lavoro finito. Mi spiego: se il vostro cliente vi chiede un pieghevole A4, e voi mandate in stampa un file 21x29,7 cm, sappiate che c'è qualcosa che non va: mancano alcuni elementi che, pur non apparendo nel lavoro finito che consegnerete al cliente (risiedono, infatti, oltre il margine dello stampato), sono fondamentali in fase di stampa.


Le abbondanze.
Un formato finito A4, in tipografia, non viene mai stampato su un foglio A4. A seconda del tipo di macchina e del tipo di carta, viene in realtà stampato su un formato carta molto più grande (ad esempio il classico 70x100 cm), ripetuto in copie; solo in seguito i fogli vengono allineati e tagliati in formato A4. Sarebbe naturalmente impossibile tagliare esattamente lungo il bordo dove finiscono il colore o gli elementi che avete progettato: il rischio è che si intraveda, a lavoro finito, un sottile filo bianco a bordo carta.
Per ovviare tutto ciò, è sufficiente usare le cosiddette abbondanze (o "smargini" per i meno tecnici): cioè, lasciar proseguire il box colorato o la foto oltre il punto dove verrà tagliato il lavoro. Normalmente, dai 3 ai 5 mm di abbondanza sono più che sufficienti per evitare problemi. Questo vuol dire che un A4 (21x29,7 cm: si dice anche formato "al vivo", cioè il formato finito tagliato) mandato in stampa, in realtà, dovrà misurare 22x30,7 (supponendo 5 mm di abbondanza tutto intorno), più lo spazio necessario per i segni di taglio.

Segni di taglio.
Insieme alle abbondanze, è fondamentale inserire i segni di taglio (noti anche come "crocini"). Sono dei segmenti sottili (0.3 punti di traccia sono più che sufficienti), colorati in registrazione (cioè: 100% di tutti e quattro i colori, in modo da apparire al pieno su ognuna delle 4 lastre), che indicano allo stampatore le linee immaginarie lungo le quali tagliare; linee che, naturalmente, attraverseranno in pieno le abbondanze di cui abbiamo parlato. Supponendo un formato rettangolare o quadrato (altrimenti ci potrebbe volere una fustella... e questo è un altro paio di maniche!), i segni di taglio saranno 8, due per ogni angolo del lavoro. Illustrator li mette in automatico col comando Filtro > Creazione > Segni di Taglio (dopo aver selezionato il formato al vivo) e, in ogni caso, c'è l'opzione per inserirli sul lavoro in qualunque uscita pdf da software Adobe.

Altri segni sulla pagina.
Tra gli altri segni sulla pagina, secondari rispetto ai segni di taglio e alle abbondanze, sono presenti: i segni di maggiorazione, che segnalano la fine dell'area di smargino; i segni di registro, utili per verificare l'allineamento perfetto delle 4 lastre in stampa; le bande colore, che servono allo stampatore per controllare in ogni momento la densità e le percentuali del colore in stampa; eventuali segni di piega, opportunamente segnalati per non essere confusi con i segni di taglio, che indicano dove piegare il foglio anziché tagliarlo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Gran bei consigli!...
tnx

xxgoblin ha detto...

PDF veramente bello,
grazie mille.

In Illustrator come imposto i segni di stampa? la righina come la rendo visibile? come dico cioè allo stampatore dove tagliare? Gli dico io la misura del taglio del doc ? ..nn penso proprio ...